aprile, 2016

19apr(apr 19)9:0025(apr 25)17:00Partigiane, le donne nella Resistenza

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«Non vedo perché ci si debba sempre occupare degli uomini e delle loro battaglie; di solito la storia delle donne è molto più interessante»

Theodor Fontane (1819-1898), scrittore e poeta tedesco.

Perché le donne hanno sempre avuto poco spazio nella Storia?

La risposta è semplice: la Storia, quella con la esse maiuscola, è stata scritta dagli uomini che si sono preoccupati di immortalare i loro pensieri e le loro azioni. Poco (e spesso irrilevante) lo spazio concesso alle donne; solo alcune di loro hanno lasciato tracce nella Storia perché è stato impossibile ignorarne azioni, comportamenti e idee…  E qui parlo di casi eccezionali, come per esempio Elisabetta I d’Inghilterra, Giovanna d’Arco, Maria Teresa d’Austria o la regina Vittoria d’Inghilterra.

Fino dai tempi più remoti la donna era prima figlia, poi moglie e infine madre, passando dalla “proprietà” paterna alla “proprietà” coniugale. Non aveva diritti, ma solo doveri verso la famiglia e la società che le negava ogni libertà di scelta. Per fortuna non tutte le donne sono state disposte ad accettare passivamente questa condizione: alcune hanno sfidato le regole sociali del loro tempo rifiutando le idee e i comportamenti dominanti, sviluppando un livello di coscienza autonomo. Erano le anticonformiste.

Profondamente anticonformiste sono state le donne che durante il periodo della seconda guerra mondiale hanno scelto di schierarsi e combattere con i Partigiani per la Libertà del Paese.

Se analizziamo il periodo della seconda guerra mondiale ci rendiamo subito conto che le donne si sono fatte carico di responsabilità tradizionalmente maschili. Con gli uomini richiamati alle armi, gravava sulle loro spalle il peso del lavoro, del sostentamento familiare, nonché la responsabilità morale dei vecchi e dei bambini. E consideriamo che si trattava di giovani donne, cresciute sotto il fascismo in un ambiente sociale e familiare che, nella migliore delle ipotesi, imponeva loro il modello di “donna e madre ideale”.

Ciò rende ancora più clamoroso il ribaltamento dei ruoli tradizionalmente maschili e femminili.

Possiamo dire che la seconda guerra mondiale, se pur nel dolore e nella crudeltà, ha permesso alle donne di trasformasi da soggetti anonimi in soggetti storici e politici, visibili in tutta la loro grandezza soprattutto nella lotta contro il nazifascismo, che fu scelta difficile, ma scelta di libertà.

Pensiamo ai compiti che hanno avuto nell’organizzazione delle formazioni partigiane: erano le donne che si occupavano della stampa, clandestina attaccando manifesti o facendo volantinaggio, curavano collegamenti, trasportavano documenti, armi, munizioni, esplosivi, viveri, preparavano documenti falsi, rifugi e sistemazioni per i partigiani. Erano le donne a fare le infermiere, le fattorine e le staffette . Ma non solo. Se questi sono gli aspetti più conosciuti, le donne hanno svolto anche altri lavori sul campo: molte di loro furono attive e valorose combattenti, purtroppo spesso sottovalutate dalla Storia.

La Resistenza per loro significò l’ingresso nella vita pubblica, la conquista della cittadinanza politica, la libertà da costrizioni familiari e sociali, la parità con l’uomo, ma soprattutto la consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità. E teniamo presente che la partecipazione femminile alla Resistenza non è rimasta circoscritta a una élite intellettuale e culturale del nostro paese, ma ha costituito un movimento di massa, una vera e propria rivoluzione sociale per il ruolo da protagoniste che le donne si sono conquistate.

Molte delle loro vicende sono state dimenticate dalla Storia Ufficiale, ma parte delle testimonianze sono rimaste e un capitolo della storia oggi andrebbe rivisto per offrire alle donne la riconquista del loro passato e la riaffermazione del loro diritto alla memoria e alla storia.

Questa piccola mostra è un modesto tentativo di fare emergere dal silenzio il contributo che le donne hanno dato alla Resistenza per costruire un Paese democratico e antifascista.

E’ anche un mio ringraziamento personale a tutte le partigiane perché con il loro coraggio e con le loro azioni hanno permesso a me, alle mie coetanee e alle nostre figlie di vivere anni belli, creativi e liberi.

Maria Teresa Ripamonti

Partigiane, le donne nella Resistenza - 25.04.2016

Quando

19 (Martedì) 9:00 - 25 (Lunedì) 17:00

Luogo

Aula Consiliare - Biblioteca Comunale

Loc. Setta

Evento Organizzato da

Comune di Framura